Candelora, dall’inverno semo fora.
Come vuole la tradizione, a casa il 2 febbraio segna il momento in cui le luminarie natalizie vengono spente, almeno fino al prossimo inverno. È il giorno perfetto per salutare il Natale con calma, senza fretta, e raccontare uno di quei progetti che nascono quasi per gioco… ma finiscono per avere un valore speciale.
Queste slice di legno pirografate sono nate come chiudi pacco natalizi, ma fin dall’inizio erano pensate per essere qualcosa di più: piccoli addobbi da conservare e riutilizzare negli anni, capaci di attraversare il tempo insieme ai ricordi. Ogni fetta di legno è stata incisa a mano, una per una, con l’iniziale del nome come protagonista del design e con soggetti natalizi stilizzati, sempre diversi, scelti per rendere ogni slice unica. Qua e là compaiono tocchi di colore, qualche dettaglio sbarluccicante, e uno spaghetto grezzo che sostiene il tutto, impreziosito da due perline rosse e argentate in alluminio satinato.
Ogni slice porta con sé un segno distintivo: l’iniziale del nome e una piccola coccarda pirografata, come una fascia simbolica che avvolge il legno e custodisce il nome della persona a cui è dedicata. Un dettaglio semplice, ma pensato come un gesto di riconoscimento, quasi fosse un piccolo sigillo personale inciso per restare nel tempo.
Ne nasce un equilibrio fatto di semplicità e cura del dettaglio, di naturalezza e atmosfera festosa. Sono doni piccoli, sì, ma pensati uno a uno per ogni familiare, parenti e “parenti acquisiti” compresi.
Oggetti che raccontano un Natale fatto di tempo che rallenta, di gesti ripetuti con calma, di legno che si scalda sotto la punta e di attese silenziose, mentre il disegno prende forma un segno alla volta.
Perché anche una semplice slice può diventare un ricordo, se realizzata con intenzione.
E perché spegnere le luci non significa spegnere ciò che resta…















